Ci sono state varie proposte per dare il nome alla nascente Accademia, ma è stata
scelta la denominazione “Arte e Vita”, suggerita tra l’altro dalla Signora Hélène
Prittwitz Zaleski, perché è sembrata più vicina all’ideale che questa realtà vuole
raggiungere: portare tutti e in modo particolare i giovani nel mondo del bello,
percorrendo la strada della verità per consumarla nell’amore che è la vera vita
dell’uomo, vera vita vissuta nell’amore, che porta alla gioia. La vera bellezza
nella vita è precisamente l’amore che conduce e percorre necessariamente le strade
della vita. “Arte e Vita” è quindi un armonioso intreccio tra il bello a vedersi
e la gioia da viversi nella vita.
Lo stemma dell’Accademia è quello della Famiglia nobile “Yermo”, dal lignaggio dal
quale proviene San José Maria de Yermo y Parres, fondatore della Congregazione delle
“Serve del Sacro Cuore di Gesù e dei Poveri”. E’ una famiglia di nobili origini,
molto antica, che risale ai primi anni del secolo XVI in Spagna, nella regione delle
montagne di Burgos, come viene descritto appunto nel titolo di nobiltà. Questo stemma
è stato adottato in molte istituzioni educative e sociali di iniziativa e ispirazione
della suddetta Congregazione, non soltanto in Messico ma anche in altri paesi dove
ancor oggi si porta avanti l’ideale del Padre Yermo di lodare Dio attraverso le
opere d’amore verso i fratelli bisognosi.
Il cognome Yermo è di antica origine. In Sodupe, Zalla e Gueñes (Spagna), si trovano
certificati di battesimo dello stesso cognome a partire dal secolo XIII. L’antichità
e la nobiltà della stirpe degli “Yermo” è descritta nel corrispondente titolo di
nobiltà, che in lingua originale, “castellano antiguo”, dice così:
“...La nobilísima familia del apellido de Yermo, es una de las que gozan de conocidos
Realzes en las montañas de Burgos, en donde tiene su primitiva casa y solar infanzonado
en la Merindad de Trasmiera, Junta de Riva Montán, lugar de Yermo, de quien tomó
el apellido, y dio nombre, como una de sus mas principales pobladoras; que por lo
venerable de su antigüedad, no se puede discernir á punto fixo.
Aviendo, pues esta ilustre Casa como Fuente perenne, producido copiosos raudales
de dilatada nobleza, desde sus principios; no contentos sus descendientes con tener
eternizada su memoria en un solo Monumento, la repitieron con los mismos méritos,
Fundando de nuevo otro esclarezido Solar que los a hecho memorables, en el enunciado
Concejo de Zalla, en el Barrio de Zariqueti, en donde logra las mismas prerrogativas
que su Matriz de ser Casa Solariega, Infanzona y de Armeria, y asimismo una de las
Familias conozidas, y nobles que hay en dho. Concejo, y Encartaziones, en las cuales
hay deste Linage muy buenos Hijosdalgo, que se mantienen en el acto virtuoso, y
Noble de su principio” 1.
Lo stemma dell’arma della Casa Yermo si compone di uno scudo d’argento con la quercia
verde ed il lupo nero in corsa sotto l’albero, profilo dorato con otto pale rosse
crociate. L’insieme indica le virtù principali della dinastia della famiglia Yermo:
purezza della fede, lealtà al sovrano e coraggio nelle imprese della vita.
“Adorna el expresado escudo la militar insignia del Morrión o Zelada acero bruñido
puesto enteramente de perfil mirando al lado diestro en señal de su legitimidad.
La visera abierta y levantada con tres rejillas a la vista claveteada con bordados
de oro y forrada de gules –color rojo- Lambrequnes medianos con sombras oscuras
(dorado con sombras café). Rosa con sombras más fuertes, dorado con sombras café
claro. así como van iluminadas y pintadas en primer cuartel de el escudo general,
que hace cabeza a esta amplificación de armas y se ven en el escudete” 2.
Lo scudo è decorato dalle insegne militari di Morriòn o Zelada, di acciaio imbrunito,
visto di profilo, guardando a destra, in segno di legittimità. La visiera aperta,
con tre grate e chiodi, con bordi d’oro e fodero rosso…
1 Cfr. R. MARTI TIMONEDA, Quiénes eran los Yermo, ensayo genealógico,
Edición particular limitada, (Los Angeles, s.a. ), p. 13
2 Título de Nobleza de los - Yermo - APY, Doc. 3901. Il testo è
scritto in spagnolo antico.