CASA DEGLI OSPITI
Adiacente all’edificio dell’Accademia, su due piani diversi, ci sono 15 camerette
con servizi, molto accoglienti, riccamente decorate, pronte per accogliere persone
che per motivi diversi hanno bisogno di ospitalità. Completa il servizio la lavanderia,
la cucina/sala da pranzo, a disposizione degli ospiti che volessero usufruirne.
La decorazione di ogni singola cameretta è originale, riporta la simbologia ed un
cenno biografico del santo, con un pensiero che fa riferimento alla sua vita. Le
camerette sono state decorate da artisti diversi.
L’insieme rende l’ambiente denso di gioia, pace e serenità. E’ un invito a dimenticare
o attutire le preoccupazioni esistenti e ad inoltrarci nei temi della spiritualità.
Per rendere originale ed accogliente l’ambiente dell’ospitalità, le camerette anziché
portare il numero di stanza sono state dedicate a diversi santi, scelti non a caso,
ma con un preciso riferimento. Quindi portano il nome di :
Santa Caterina da Siena: patrona d’Italia. Camera progettata
e realizzata da Moira Maffeis, Maria Cemmi, Daniele Fabiani (Data inizio: 4 Marzo
2008). S. Caterina da Siena, vergine e Dottore della Chiesa, si ricorda il 29 Aprile.
Il suo nome, dal greco, significa donna pura. I suoi simboli sono l’anello e il
giglio. Si è scelto, per quest’altra camera di creare un’atmosfera particolare,
giocando con pennellate morbide di colore neutro che potesse accogliere l’immagine
simbolica dell’Italia al fianco del letto. Un angelo sostiene un uomo, come nella
vita un uomo è sorretto dalla fede. Quest’ultimo regge tra le mani una bandiera
italiana simbolo di un’Italia unita dalla religione. Una cornice astratta, dello
stesso colore del letto, percorre il perimetro della porta del bagno nel quale si
trova un cielo limpido e sereno.
San Valentino: patrono della parrocchia di Breno. Camera
progettata da Maria Cemmi e realizzata da Moira Maffeis ( Data inizio: 20 Giugno
2007). S. Valentino, martire, patrono della parrocchia di Breno nel giorno 14 Febbraio.
Popolarmente è ricordato come il Santo dell’amicizia, degli innamorati e degli amanti.
Il suo nome indica uomo che sta bene, sano, forte e robusto; i suoi emblemi sono
il bastone pastorale e la palma. L’amore di cui il Santo è il protettore è sicuramente
l’amore puro, il vero amore umano nelle sue diverse dimensioni tra l’uomo e la donna,
ma anche quello tra figli e genitori, tra fratelli, tra amici… e ultimo ma non meno
importante dell’uomo verso il Creatore e viceversa. Per questo si cercò un’ immagine
che potesse esprimere tutti questi aspetti dell’Amore, un disegno che li potesse
riassumere… lo si trovò in una tenera scena di due bimbi inginocchiati di spalle
e di profilo intenti a dire le preghiere della sera con le manine giunte e gli occhietti
chiusi. Una scena di incantevole innocenza.
Santa Lucia: patrona degli invidenti, ed è stata scelta
da S. José Maria de Yermo come patrona anche della Congregazione delle “Serve del
Sacro Cuore di Gesù e dei Poveri”. La camera è stata realizzata da Evana Paul Gonzalez
( Data di inizio: 15 Giugno 2007).
S. Lucia, vergine e martire, è conosciuta nella Chiesa come la patrona dei ciechi,
degli oculisti, degli elettricisti. Protegge anche dalle malattie degli occhi e
dalle carestie. Lucia, dal latino, significa luminosa e splendente. Gli emblemi
sono gli occhi su di un piatto, il giglio, la palma e il libro del vangelo. Evana
ha scelto di decorare questa cameretta che porta il nome di Santa Lucia perché l’ha
colpita la vita della santa, simbolo di forza e di coraggio. I gigli richiamano
la sua purezza, e gli occhi azzurri, deposti su di un grande libro il suo martirio,
che è il simbolo per eccellenza della santa.
San José Marìa de Yermo y Parres (1851-1904):
Fondatore della Congregazione delle “Serve del S. Cuore
di Gesù e dei Poveri”. Dalla Chiesa viene festeggiato liturgicamente il giorno 19
settembre, ma la sua festa si estende anche al 20 settembre anniversario della sua
partenza per l’eternità. La camera è stata progettata e realizzata da Daniele Fabiani
(Data di inizio: 17 Luglio 2007). L’artista si è dedicato con maggior tempo, in
quanto ha voluto, attraverso il pennello, narrare l’intera storia del Santo coinvolgendo
le quattro pareti in altezza. La prima scena narra il sogno del bambino José di
poter un giorno servire la Chiesa; segue la chiamata di Dio al sacerdozio e la sua
risposta generosa. Nella Chiesa è finalmente sacerdote e la Divina Provvidenza lo
porta a incontrarsi con le miserie e sofferenze dei poveri ai quali dedica tutta
la sua vita. Viene riportata la scena che lo ha sconvolto e ha cambiato la sua vita,
portandolo al servizio dei poveri e abbandonati, e cioè il ritrovamento dei bimbi
neonati che i maiali stavano divorando sulla sponda del fiume, e la scena della
catastrofica inondazione della città di Leòn, ove in quell’occasione, per il suo
coraggio e audacia nel soccorso alle vittime, fu chiamato : “Gigante della carità”.
Altre scene di carità evangelica sono riprodotte con gli indios, per i quali il
Santo ebbe una speciale predilezione. Chiude il percorso della sua vita la scena
dell’incontro del santo con Iddio Padre che l’accoglie paternamente e la Chiesa
che lo porta all’onore degli altari. Tutte le pareti sono coperte dal dipinto, ma
lo stile fresco e dinamico di Daniele non rende l’ambiente pesante bensì piacevole.
San Romano: In onore e per gratitudine all’insigne Sig.
Ing. Romain Zaleski, benefattore. Camera progettata e realizzata da Moira Maffeis
(Data di inizio: 26 Luglio 2007). S. Romano di Condat è un monaco, abate. La Chiesa
lo ricorda il giorno 28 febbraio. Il suo nome significa nativo di Roma, il suo emblema
è il bastone pastorale. La camera è stata arricchita con scorci naturalistici delle
montagne camune e non, tanto amate da Romain. Sulla parete principale, in fianco
al letto, è stato riprodotto il Monte Bianco, sul lato francese, che si vede da
Chamonix, di fronte l’impianto di risalita di Borno, ove si trova la prima casa
dei Signori Zaleski all’arrivo in Italia. Accanto all’armadio un suggestivo monastero
che ricorda quelli che ha fondato S. Romano. L’intera parete dietro la scrivania,
invece, è dedicata alle incisioni rupestri della Valcamonica; sono riconoscibili
i simboli più importanti quali la rosa camuna, le palafitte e l’orante. Anche il
bagno è stato abbellito con un dipinto raffigurante il Pizzo Badile visibile anche
dallo specchio.
Sant’Elena: In onore e per gratitudine alla Sig.ra Hélène
Prittwitz Zaleski, benefattrice, ed entusiasta collaboratrice con ottime idee nell’arte,
nella musica e nella promozione del bene e del bello a servizio della Valle Camonica.
Camera progettata e realizzata da Moira Maffeis (Data di inizio: 4 luglio 2007).
S. Elena madre di Costantino, Il giorno della sua festa è il 18 Agosto. Elena, dal
greco, significa la splendente, fiaccola. Il suo simbolo è infatti la fiaccola.
La particolarità di questa cameretta è la decorazione che investe anche il soffitto.
Un pergolato in ferro battuto che culmina in un tettuccio appuntito crea un’ambientazione
quasi sognante. In lontananza lo scorcio di un paesaggio autunnale con delle betulle
spoglie agiate su distese color biscotto, rendono illimitate le pareti della stanza
quasi come se la camera da letto fosse posta nel centro di una pianura disabitata.
Moira ha voluto creare una situazione che risvegliasse le percezioni di chi l’abita,
desiderava che chi entrasse provasse una sensazione di respiro, si sentisse quasi
spaesato perché incapace di capire se fosse dipinto o realtà. Ha pensato anche all’ospite
sdraiato sul letto, chiaramente chi è disteso è portato ad osservare il soffitto,
quindi anche quest’ultimo è stato dipinto. Un limpido cielo autunnale crea uno sfondato
che ospita il tetto in ferro battuto del pergolato; dei germoglietti di glicine
si arrampicano affusolati sulla struttura, e dei simpatici uccellini colorano e
rallegrano la stanza. Non poteva mancare la fiaccola, il simbolo della santa, che
con la sua luce e il suo calore illumina la stanza.
San Vladimir di Kiev: In onore ai due figli dei Signori
Romain ed Hélène Zaleski, che si chiamano appunto Vladimir e Costantino. La camera
di S. Vladimir è stata progettata e realizzata da Daniele Fabiani (Data di inizio:
11 luglio 2007). S. Vladimiro di Kiev, principe, significa colui che possiede o
domina la pace. Si festeggia il giorno 15 luglio. Questa cameretta è molto singolare
nella decorazione. Infatti, Daniele ha voluto raffigurare, come fossero stendardi,
le tre scene cruciali della vita del Santo, utilizzando esclusivamente come simbolo
la mano. Il colore di base è il blu, fresco e deciso. La prima scena, mette in evidenza
le origini principesche di San Vladimiro, la mano infatti poggia sul bracciolo di
un trono. La seconda ne raffigura invece la conversione attraverso il simbolo di
due mani unite in segno di pace. L’ultima infine, rappresenta la mano con l’anello
sposalizio, simbolo di unione mistica con il Signore, ma anche di alleanza e di
potere utilizzato a favore dei poveri.
San Vito: Patrono dei ballerini. Camera progettata e realizzata
da Mariachiara Mondini ed Evana Paul Gonzàlez (Data di inizio: 27 Luglio 2007). Il
15 giugno ricorda S. Vito, adolescente martire. E’ il protettore dei danzanti e
ballerini, significa forte, virile e che ha in sé la vita. L’emblema è la palma.
Per la realizzazione di questa cameretta ci fu la collaborazione di Mariachiara
e di Evana. La prima eseguì la decorazione della parete principale ove si trova
un teatro con due ballerini, chiaro riferimento al Santo, e la seconda si dedicò
alla scritta e alla progettazione di altre figure decorative.
Santa Cecilia: Camera progettata e realizzata da Claudio
Cretti, iniziata il 22 Giugno 2007. Patrona dei musicisti e cantanti S. Cecilia,
vergine e martire, è festeggiata nella Chiesa il giorno 22 novembre. Gli emblemi
di Cecilia, così chiamata dal nome di una grande famiglia romana, quella dei Cecili,
sono il giglio, l’organo, il liuto e la palma. Il modo di dipingere di Claudio si
contraddistingue per uno stile fumettistico, fantasy e particolare. Lo si nota subito
entrando nella cameretta: la Santa dipinta è seduta sulla spiaggia appoggiata ad
una palma intenta a suonare l’arpa. I particolari del profilo, delle mani, delle
foglie evidenziano questo stile cartone animato, semplice e lineare. Un suggestivo
mare addolcito da un tenue tramonto fa da sfondo alla scena e la rende idilliaca.
Sant’Agnese: Camera progettata e realizzata da Monica
Pedri. (Data di inizio: 15 Giugno 2007). S. Agnese, Patrona della gioventù, vergine
e martire, nella Chiesa è festeggiata il 21 Gennaio. Agnese, dal greco, significa
pura e casta. Gli emblemi sono l’agnello, il giglio e la palma. Della sua realizzazione
Monica dice: “Ho scelto di dipingere la cameretta di S. Agnese. Ho iniziato decorando
una lunga pergamena antichizzata con un pensiero sulla Santa. Poi ho dipinto dei
gigli che si arrampicano sulla parete della stanza, la palma del martirio e al lato
della porta un agnello per l’ assonanza del nome agnus con Agnese”.
Sant’Agata: Camera progettata e realizzata da Daniele
Fabiani ( Data di inizio: 15 Giugno 2007). Patrona dei pompieri, vergine e martire,
nel calendario romano viene ricordata il giorno 5 Febbraio. Agata, dal greco, significa
buona e virtuosa. Gli emblemi sono il giglio, la palma, le pinze e i seni su di
un piatto. Per rappresentare al meglio il patronato della Santa, l’artista Daniele
ha dipinto uno scorcio di Pompei con il suo vulcano in eruzione.
San Roberto Bellarmino: In onore e per gratitudine al
Direttore artistico di tutta l’opera: Roberto Damiani. Camera progettata e realizzata
da Moira Maffeis (Data di inizio: 30 Gennaio 2008). S. Roberto Bellarmino, Vescovo
e dottore della Chiesa. La Chiesa lo ricorda il giorno 17 Settembre. Roberto significa
splendente di gloria e il suo emblema è il bastone pastorale. La decorazione non
richiama la vita del santo ma piuttosto l’impegno del direttore artistico nel complesso
Casa Padre Yermo; per questo motivo sono presenti chiari simboli che ricordano il
suo lavoro, come le due colonne all’entrata del bagno che riprendono quelle del
teatro. Tutt’intorno un paesaggio fantastico crea un’atmosfera sognante che, come
Damiani confidò, gli favorì la nascita di nuove idee per la progettazione del teatro
in tutti i suoi minimi dettagli. Il colore predominante è il verde menta, colore
rilassante e favorevole alla concentrazione, impreziosito da stelle dorate sul soffitto.
Un simpatico camaleonte con la sua coda a spirale decora la parete in prossimità
degli attaccapanni, un bastone pastorale, simbolo del Santo, è appoggiato alla scrivania
come fosse reale. Un pavone in atto di nutrire la sua nidiata è dipinto sulla parete
del bagno, simbolo di eleganza, di incorruttibilità e di passaggio tra la vita e
la morte.
San Claudio de la Colombière: In onore e gratitudine al
Direttore generale dei Lavori di ristrutturazione di tutto l’edificio: Claudio Reboldi.
Camera progettata e realizzata da Maria Cemmi (Data di inizio: 30 Gennaio 2008).
S. Claudio de la Colombiere, religioso, ricordato nel giorno 2 Febbraio, protettore
della famiglia. Claudio significa zoppo ed è un uomo di cuore, il suo emblema è
il giglio che significa purezza. Essendo Il signor Reboldi, amante della montagna,
la stanza è stata decorata con un fresco paesaggio montano coronato da purissime
vette innevate; in particolare sono riconoscibili alcune cime tra le più famose
della Lombardia. Un’ allegra famiglia di escursionisti è dipinta a fianco del letto,
a sottolineare l’importanza di quest’ ultima, il cui protettore è appunto S. Claudio.
Dei gigli, anch’ essi emblema del Santo, sono dipinti vicino alla testata del letto.